fare export con disinvestimento fare export con disinvestimento Il disinvestimento è una delle scelte strategiche che le aziende possono adottare per fare Export. In stretto legame con il concetto di acquisizione, vediamo perché le aziende decidono di disinvestire.

disinvestimentoHai deciso di iniziare un percorso di internazionalizzazione per la tua azienda e magari di Esportare in Germania, un paese considerato ricco e fiorente? Se tra le tue prerogative c’è un percorso del genere sicuramente starai valutando quale scelta strategica è quella più adatta alla tua impresa. In questo articolo sottolineeremo i pro e i contro del processo di disinvestimento. Un’operazione che non sempre è strettamente negativa, ma che in alcune circostanze può salvare le e sorti dell’azienda stessa.

Esiste uno stretto legame tra il concetto di acquisizione e disinvestimento, nel senso che:

ogni operazione di crescita coinvolge necessariamente due soggetti economici, che operano nella medesima negoziazione.

Questi due soggetti hanno due differenti obiettivi ed operano per motivi differenti. Il primo sarà impegnato in termini di acquisizione e vorrà investire, il secondo sarà coinvolto in una cessione e quindi nel disinvestimento. Aquisizione e disinvestimento sono due due operazioni correlate, la prima non avviene senza l’altra.

Perché si arriva al disinvestimento?

Innanzitutto dobbiamo dire che a volte il termine disinvestimento è utilizzato con un significato molto disinvestimento
negativo. Questa operazione è molte volte associata ad azioni che vengono fatte in situazioni di crisi o di difficoltà economica. Se si sente dire che un’azienda ha disinvestito, il pensiero comune è credere che siano stati fatti investimenti poco fruttuosi da parte del Management.

Negli ultimi anni questo concetto si sta rivalutando, o meglio sta perdendo l’accezione puramente negativa. Molte aziende stanno rivalutando questo processo, che, se ben gestito, può essere fonte di un valore aggiunto. Il disinvestimento piò rappresentare prima di tutto un esempio di “riallocazione dinamica delle risorse”.

Le cause del disinvestimento

Perchè si arriva al disinvestimento da parte delle aziende? Le ragioni sono molteplici, non sempre si tratta di una liquidazione forzata. I fattori possono dipendere da molte circostanze:

  • la possibilità da parte dell’azienda di spostare le risorse finanziare da una attività ad un’altra
  • l’abbandono di attività che hanno tassi di crescita poco importanti o addirittura nulli
  • la mancanza di competenze necessarie a gestire quel tipo di attività
  • l’abbandono di aree geografiche, considerate poco sicure se non addirittura rischiose
  • rendere più dinamica la struttura produttiva

Si intuisce chiaramente da questa serie di ragioni che, quando le imprese capiscono che stanno andando in una direzione avversa agli obiettivi, preferiscono operare attraverso il disinvestimento. In questo modo vengono arginate le perdite in termini economici, ma anche in termini di tempo e di obiettivi non raggiunti. Inoltre le risorse umane destinate a tale progetto, saranno destinate a progetti più consoni alle loro competenze.

Disinvestimento programmato e obbligatorio

Esistono ben due tipi di disinvestimento.

  • DISINVESTIMENTO PROGRAMMATO
  • DISINVESTIMENTO OBBLIGATORIO

Il disinvestimento programmato riguarda principalmente manovre economiche di aziende che hanno posizioni competitive marginali, quindi basso grado di competitività. Queste imprese decidono di adottare politiche di crescita solo per diventare attrattive e quindi appetibili sul mercato di riferimento. In questi casi disinvestimentol’investimento è un passaggio obbligatorio per realizzare poi il disinvestimento.

In altre situazioni si parla di disinvestimento obbligatorio, la maggior parte delle volte si arriva a questa situazione per scelte strategiche sbagliate o non coerenti.

Altre volte il disinvestimento può a
vvenire in seguito agli insuccessi di acquisizioni avvenute in precedenza. Se un’azienda fa acquisizioni che non raggiungono minimamente gli obiettivi previsti, il management sarà costretto a cercare poi una soluzione che ripari agli insuccessi, ed adotterà il disinvestimento come leva per ripristinare gli equilibri.

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